Tradizione in Damigiana Viva
Scopri il gusto autentico del vino sfuso
Vino sfuso autentico, frutto di tradizione e passione: assapora la qualità.
Scopri le nostre varietà di vino sfusoVino sfuso: il piacere genuino della tradizione
La tradizione che profuma di vino
Per Casa Benna il vino sfuso è un gesto di identità: propone le proprie etichette storiche anche in damigiana, per mantenere vivo il rito dell’imbottigliamento domestico.
Il vino sfuso rappresenta un ponte diretto tra la vigna e la tavola, proprio come si faceva un tempo nelle campagne della Val d’Arda. Scegliere il vino sfuso di Casa Benna significa rivivere la tradizione locale, portando a casa la genuinità di un prodotto che nasce dalla vendemmia manuale e dal rispetto per i ritmi naturali, con un legame autentico alla storia contadina del territorio.
Le Fonti della Nostra Ispirazione
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- La Fauna Locale: Il tarlo Punctatum e il Garrito delle rondini.
- La Storia Familiare: L’omaggio a nonna Irma.
- La Geologia: I ritrovamenti di selce nel vigneto.
- L’Innovazione: Giochi di parole tra genuinità e genio.
- La Botanica: Fiori spontanei come la Pervinca.
Le nostre tipologie sfuse
Vini sfusi per ogni gusto
Clicca per approfondire la storia dietro ogni bottiglia
Punctatum
Prende il nome dall’Anobium Punctatum, un tarlo che vive nel legno secco dei tralci (Vidarò). Questi insetti, sfarfallando in estate, attirano le rondini che li predano emettendo un garrito di apprezzamento.
Vidarò
In dialetto piacentino, “Vidarò” identifica i tralci della vite che, terminato il ciclo produttivo, vengono potati e messi nella legnaia per l’inverno. È qui che vive il tarlo Punctatum.
Sisùra
Significa “cesoia” in dialetto. Simboleggia un taglio netto: sia quello della potatura rigorosa per avere pochi grappoli eccellenti, sia il taglio metaforico col cliché della Bonarda solo come vino frizzante.
Il Garrito
Celebra il gioioso cinguettio delle rondini nella corte di Casa Benna mentre predano i tarli Punctatum. La vivacità delle rondini richiama il brio e la piacevolezza di questo vino.
Pervinca
Dal fiore che cresce ai confini del vigneto. Contiene il nome del vitigno “ERVI” e “Per” (X matematica) che simboleggia l’incrocio tra Barbera e Bonarda creato dal Prof. Fregoni.
L’Attacco
Termine musicale che indica l’ingresso di uno strumento solista. Rappresenta l’ingresso di una nuova era: vini da vitigni resistenti (Merlot Kanthus) per ridurre l’impatto ambientale.
Orma di Irma
Dedicato a Nonna Irma e al suo metodo di filtrare il vino col sacchetto “a sac” per averlo amabile. Seguiamo la sua “orma” (traccia) con impegno e passione costanti.
Luce di Selce
Nome ispirato a una scheggia di selce neolitica trovata durante l’impianto del vigneto. Unisce la storia millenaria del suolo alla “luce” dei grappoli di questo vitigno aromatico.
Genuis
Un neologismo tra “Genuino” (uva autoctona) e “Genius” (ingegno). La tradizione reinterpretata con la tecnologia moderna per preservare aromi e finezza.
aMaCa
Acronimo di Malvasia di Candia Aromatica (MaCa). Strizza l’occhio all’amaca come simbolo di relax, dove godersi questo spumante dolce lasciandosi alle spalle i pensieri.
Dalla vigna alla damigiana
Rispettiamo natura e tradizione ogni giorno
Raccolta manuale e osservazione della natura
Il percorso del vino sfuso inizia con la vendemmia rigorosamente manuale, un gesto che permette di selezionare solo i grappoli migliori e rispettare i tempi dettati dalla natura. In Casa Benna ogni stagione si osserva il ciclo della vite, senza forzature, per ottenere uve sane e ricche di aromi autentici.
Recupero dei termini e riti locali
Mantenere viva l’identità locale significa anche conservare i nomi storici delle etichette e le pratiche tradizionali, come l’uso della damigiana per l’imbottigliamento domestico. In Casa Benna si tramandano riti e parole che raccontano la storia del vino sfuso e della comunità.
Tradizione e innovazione in cantina
La produzione del vino sfuso unisce l’esperienza di oltre un secolo di viticoltura alla ricerca scientifica moderna: pigiatura soffice, controllo delle temperature e attenzione alla sostenibilità permettono di offrire vini sfusi di alta qualità, fedele espressione del territorio.
L’etichetta racconta la storia
Ogni etichetta di Casa Benna, anche per il vino sfuso, riporta elementi che parlano della biodiversità locale, della storia di famiglia e delle tradizioni del Piacentino. Così il vino racconta la sua origine, regalando a chi lo porta a casa un vero frammento di cultura locale.
Domande sul vino sfuso
Tutto quello che vuoi sapere
Quali vini sfusi posso trovare da Casa Benna?
+L’Anobium Punctatum non è un nemico della vite verde, ma vive nel legno secco (i tralci o “Vidarò”). La sua presenza attira le rondini, simbolo di un ecosistema sano e vivo, creando un ciclo naturale perfetto che abbiamo voluto celebrare.
Cosa significa imbottigliare il vino in damigiana?
+In dialetto piacentino è la “cesoia”. Rappresenta il “taglio” netto con il passato: volevamo dimostrare che la Bonarda non è solo un vino leggero e frizzante, ma può essere un rosso fermo, strutturato e importante se si “taglia” (seleziona) la produzione in vigna.
Chi era Giovanni Molinari nella storia della cantina?
+Nonna Irma era la colonna portante della famiglia. La sua passione per il vino amabile la portava a filtrarlo manualmente di notte. “Orma di Irma” è la nostra Bonarda Frizzante che segue le sue tracce, mantenendo quella piacevole amabilità tradizionale.
Cosa sono i vini PIWI e perché sono importanti?
+PIWI sta per vitigni resistenti alle malattie fungine. “L’Attacco”, prodotto con Merlot Kanthus, segna l’ingresso (l’attacco musicale) di questa nuova viticoltura sostenibile che riduce drasticamente i trattamenti in vigna.
Contattaci per il vino sfuso
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