Storie che Diventano Vino
Tra natura, tradizione e passione familiare
Ogni etichetta racchiude la storia e l’anima del territorio.
Scopri il racconto dietro ogni nomeDa dove nascono i nomi delle nostre etichette
Radici, territorio e famiglia uniti
I nomi delle etichette di Casa Benna sono frutto di profonde fonti d’ispirazione che spaziano dalla tradizione familiare alla natura circostante. Dialetto piacentino, fauna locale e ricordi tramandati di generazione in generazione si intrecciano con la botanica e la geologia dei suoli. Ogni etichetta diventa così un omaggio alla storia aziendale e al territorio, esprimendo attraverso il nome la ricchezza delle radici e la forza identitaria della cantina.
I nomi dei vini di Casa Benna raccontano il profondo legame con la Val d’Arda e la cultura rurale locale. Termini dialettali evocano tradizioni, mentre riferimenti alla fauna e alla geologia celebrano la biodiversità e la complessità dei suoli. La storia familiare e l’innovazione si fondono, trasformando ogni etichetta in un racconto che valorizza sia l’identità territoriale sia la visione contemporanea dell’azienda.
Le nostre fonti di ispirazione per i nomi
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Il dialetto piacentino tramanda storie autentiche nei nomi dei nostri vini.
Rondini e insetti utili ispirano etichette dedicate alla biodiversità locale.
I ricordi e i nomi di famiglia danno vita a etichette uniche e personali.
Le argille ferrettizzate e i fossili marini guidano la scelta dei nomi.
Innovazione e nuove varietà PIWI si riflettono nei nomi moderni.
La botanica locale ispira etichette con richiami a fiori e piante.
L’origine dei Nomi
Ogni nome racconta una storia autentica
Scopri le storie dietro ogni etichetta
Punctatum
Prende il nome dall’Anobium Punctatum, un tarlo che vive nel legno secco dei tralci (Vidarò). Questi insetti, sfarfallando in estate, attirano le rondini che li predano emettendo un garrito di apprezzamento.
Vidarò
In dialetto piacentino, “Vidarò” identifica i tralci della vite che, terminato il ciclo produttivo, vengono potati e messi nella legnaia per l’inverno. È qui che vive il tarlo Punctatum.
Sisùra
Significa “cesoia” in dialetto. Simboleggia un taglio netto: sia quello della potatura rigorosa per avere pochi grappoli eccellenti, sia il taglio metaforico col cliché della Bonarda solo come vino frizzante.
Il Garrito
Celebra il gioioso cinguettio delle rondini nella corte di Casa Benna mentre predano i tarli Punctatum. La vivacità delle rondini richiama il brio e la piacevolezza di questo vino.
Pervinca
Dal fiore che cresce ai confini del vigneto. Contiene il nome del vitigno “ERVI” e “Per” (X matematica) che simboleggia l’incrocio tra Barbera e Bonarda creato dal Prof. Fregoni.
L’Attacco
Termine musicale che indica l’ingresso di uno strumento solista. Rappresenta l’ingresso di una nuova era: vini da vitigni resistenti (Merlot Kanthus) per ridurre l’impatto ambientale.
Orma di Irma
Dedicato a Nonna Irma e al suo metodo di filtrare il vino col sacchetto “a sac” per averlo amabile. Seguiamo la sua “orma” (traccia) con impegno e passione costanti.
Luce di Selce
Nome ispirato a una scheggia di selce neolitica trovata durante l’impianto del vigneto. Unisce la storia millenaria del suolo alla “luce” dei grappoli di questo vitigno aromatico.
Genuis
Un neologismo tra “Genuino” (uva autoctona) e “Genius” (ingegno). La tradizione reinterpretata con la tecnologia moderna per preservare aromi e finezza.
aMaCa
Acronimo di Malvasia di Candia Aromatica (MaCa). Strizza l’occhio all’amaca come simbolo di relax, dove godersi questo spumante dolce lasciandosi alle spalle i pensieri.
Come Nasce un Nome
Tra memoria, ricerca e creatività
Osservazione attenta del territorio e della natura
Il primo passo nella scelta dei nomi delle etichette parte dall’attenta osservazione del paesaggio e dei micro-terroir della Val d’Arda. La ricchezza della biodiversità, la geologia unica dei suoli e la presenza di fauna ispirano nomi che riflettono la realtà viva e autentica del territorio, trasformando ogni vino in una narrazione sensoriale.
Richiamo al dialetto e alle tradizioni locali
L’uso di parole e nomi dialettali piacentini è fondamentale per mantenere un legame autentico con le radici della famiglia e del territorio. Questi termini, tramandati di generazione in generazione, infondono ai vini un’identità unica e riconoscibile, rendendo ogni etichetta un piccolo tributo alla cultura locale.
Innovazione e riferimenti musicali nel nome
L’innovazione si riflette nei nomi di etichette legate a nuove varietà di vite e pratiche sostenibili, come i vini PIWI. Spesso, la scelta del nome si ispira anche al linguaggio musicale, esprimendo il desiderio di segnare una svolta o il debutto di nuove espressioni enologiche, come accade per L’Attacco.
Tradurre il nome in immagine e racconto
Dopo aver scelto il nome, l’etichetta prende forma attraverso illustrazioni che raccontano visivamente la storia, la fauna o le radici familiari. L’immagine diventa così il ponte tra il racconto scritto e le emozioni trasmesse dal vino, offrendo immediata riconoscibilità e profondità narrativa.
Storie sulle Nostre Etichette
Curiosità dietro ogni nome e disegno
Perché c’è un tarlo sull’etichetta del Punctatum?
+L’Anobium Punctatum non è un nemico della vite verde, ma vive nel legno secco (i tralci o “Vidarò”). La sua presenza attira le rondini, simbolo di un ecosistema sano e vivo, creando un ciclo naturale perfetto che abbiamo voluto celebrare.
Cosa significa Sisùra per il nostro vino?
+In dialetto piacentino è la “cesoia”. Rappresenta il “taglio” netto con il passato: volevamo dimostrare che la Bonarda non è solo un vino leggero e frizzante, ma può essere un rosso fermo, strutturato e importante se si “taglia” (seleziona) la produzione in vigna.
Chi era Irma e perché le è dedicata una Bonarda?
+Nonna Irma era la colonna portante della famiglia. La sua passione per il vino amabile la portava a filtrarlo manualmente di notte. “Orma di Irma” è la nostra Bonarda Frizzante che segue le sue tracce, mantenendo quella piacevole amabilità tradizionale.
Cosa sono i vini PIWI e cosa rappresentano?
+PIWI sta per vitigni resistenti alle malattie fungine. “L’Attacco”, prodotto con Merlot Kanthus, segna l’ingresso (l’attacco musicale) di questa nuova viticoltura sostenibile che riduce drasticamente i trattamenti in vigna.
Vivi il Vino dal Vero
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